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Note del regista

Perché "Un fremito d'ali"?

Semplicemente perché mi è stato chiesto da padre Nazario, guardiano del santuario di San Giovanni Rotondo. Certamente questa richiesta, dopo avere già realizzato quella di scrivere e dirigere un musical su santa Chiara, ha trovato in me un'accoglienza sentita, in quanto Leo Amici, mio maestro e fondatore del Piccolo Paese del Lago" (Rimini) dove vivo ed opero, lo aveva, fin dalla sua gioventù, definito "un vero santo". Tra loro c'era qualcosa di invisibile che li legava, come quando Padre Pio disse alla signora Maria Trenta:"Perché sei venuta da me?" e le consigliò di andare a Civitavecchia, da Leo. Ma c'è dell'altro. Nino Rubino, che conosco da tanto tempo, mi ha riferito che circa cinque anni fa, gli domandai se gli sarebbe piaciuto ricoprire il ruolo di padre Pio in un mio spettacolo. Un episodio sepolto nella mia memoria e che mi è stato ricordato solo da pochi giorni,   quando ormai avevo terminato l'allestimento del musical, ma che mi ha confermato, semmai fosse stato necessario, trame più alte del mio volere e del mio obbedire alla voce del cielo. Mi è parso inoltre buono, utile, "evangelizzante" inoltrarmi nella personalità di padre Pio affinché, attraverso lo spettacolo, possa rivivere, esprimere e continuare a donare il suo particolare legame con l'invisibile. Soprattutto per i giovani, ai quali è giusto porgere verità e contenuti altamente cristiani con altre vesti, non più mistificate dalle cose del mondo che, non seguendo la logica di Dio, offrono immagini deturpate, attirandoli e sospingendoli spesso verso il negativo. Si apra, dunque, il sipario alla bellezza di Dio!

Carlo Tedeschi

 


 


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